Rilanciare il mercato del lavoro

Rilanciare il mercato del lavoro

Le otto  misure di Christian Vitta

Christian Vitta ha presentato mercoledì mattina il primo pacchetto di misure – sono otto, mirate e di immediata attuazione – orientato agli ambiti della sorveglianza del mercato del lavoro, dell’occupazione e del collocamento. Il pacchetto – come rilevato dal direttore del DFE – anticipa un’analisi più ampia legata agli assi di sviluppo economico del Ticino nei prossimi anni.

Il direttore del Dipartimento delle finanze e dell’economia, Christian Vitta, non ha mai nascosto di voler prestare particolare attenzione, durante la legislatura 2015-2019, al tema del lavoro, intensificando l’impegno per potenziare e affinare gli strumenti a disposizione per migliorare le condizioni di lavoro, combattere gli abusi e favorire l’occupazione in Ticino.  Già da quest’estate sono quindi stati istituiti dei gruppi di lavoro in seno alla Divisione dell’economia – in particolare con il coinvolgimento dell’Ufficio dell’ispettorato del lavoro (UIL), dell’Ufficio per la sorveglianza del lavoro (USML) e della Sezione del lavoro (SDL) – al fine di individuare possibili margini di manovra per intervenire con misure concrete, attuabili e finalizzate a una rapida implementazione.

Dalle analisi portate a termine dal DFE è emerso un primo pacchetto di misure cantonali, presentato mercoledì in una conferenza stampa introdotta dal professor Mauro Baranzini e della dottoressa Amalia Mirante, i quali hanno portato degli spunti di riflessione sull’andamento del mercato del lavoro ticinese. Christian Vitta ha annunciato che il pacchetto di otto misure «anticipa un’analisi più ampia legata agli assi di sviluppo economico del Cantone nei prossimi anni». Il DFE intende infatti stimolare un dibattito pubblico sul futuro del Ticino economico – con il coinvolgimento delle parti sociali – già a partire dalla seconda metà del mese di ottobre.

 

Misura 1 – Nuova procedura contro le «aziende fittizie»

Per dissuadere la creazione di aziende che hanno come unico scopo quello di aggirare disposizioni legali in materia di lavoratori distaccati e disoccupazione, viene attivata da subito una nuova procedura interna all’Amministrazione cantonale, strutturata su tre livelli di intervento (unità di coordinamento, ente di prima istanza, enti di seconda istanza). Quest’ultima si fonda sull’esperienza accumulata in ambito di lotta al lavoro nero, proponendo un approccio simile che permetterà di standardizzare i processi operativi, di gestire l’intero flusso senza perdite di informazioni e di garantire, in definitiva, l’efficienza del processo. 

Misura 2 – Scambio d’informazioni con le autorità italiane

Il Dipartimento delle finanze e dell’economia, in collaborazione con il Dipartimento della sanità e della socialità, intende promuovere lo scambio di informazioni tra autorità di sicurezza sociale svizzere e italiane, avviando da subito una fase sperimentale di monitoraggio dei fenomeni di irregolarità in vista di una futura standardizzazione della prassi. L’obiettivo della nuova procedura è di incentivare l’annuncio regolare alle competenti autorità italiane dei salari pagati ai lavoratori distaccati in Svizzera o gli importi fatturati dai prestatori di servizio indipendenti in Svizzera.

Misura 3 – Portale online per le segnalazioni di abusi salariali

Per agevolare la segnalazione di qualsiasi abuso salariale, viene da subito creato un formulario online. La raccolta e il flusso delle segnalazioni potrà avvenire in modo più strutturato, in modo da facilitare eventuali interventi delle competenti autorità.

Misura 4 – Concretizzazione inasprimento sanzioni LDist

Grazie all’adozione del nuovo modello per il calcolo delle multe e dei divieti di offrire i propri servizi in Svizzera, l’Ufficio dell’ispettorato del lavoro è pronto all’applicazione della modifica della Legge sui lavoratori distaccati che prevede l’aumento delle sanzioni amministrative da 5’000 a 30’000 franchi. Oltre ad aumentare l’efficacia degli strumenti repressivi, la misura ha l’obiettivo d’incentivare le aziende che hanno commesso un’infrazione a restituire la differenza tra il salario dovuto e il salario effettivamente versato ai lavoratori.

Misura 5 – Collaborazione DFE-DECS per migliorare il collocamento dei disoccupati residenti

Attraverso una nuova collaborazione tra i «consulenti-aziende» degli Uffici regionali di collocamento (URC) e gli ispettori di tirocinio della Divisione della formazione professionale, si intende aumentare il numero di posti vacanti registrati e offrire maggiori opportunità di collocamento agli iscritti agli URC. Una fase di sperimentazione è prevista da gennaio a dicembre 2016.

Misura 6 – Riqualifica di giovani con un nuovo apprendistato

La misura mira a promuovere la riqualifica di giovani iscritti agli URC con difficoltà di collocamento nella professione appresa. Concretamente, il nuovo strumento permette lo svolgimento di un nuovo apprendistato, finanziato tramite assegni di formazione, in settori con maggiori possibilità di collocamento. La selezione dei partecipanti è attualmente in corso e, da settembre 2016, inizieranno i primi apprendistati. 

Misura 7 – Rafforzamento delle relazioni tra URC e aziende

Con l’obiettivo di sensibilizzare i datori di lavoro sulle offerte degli URC, il DFE ha deciso di realizzare una campagna di sensibilizzazione e di comunicazione dedicata alle aziende, attraverso nuovo materiale informativo e l’organizzazione di eventi regionali ad hoc. 

Misura 8 – Sostegno intensivo al collocamento

A partire da gennaio 2016 è prevista la sperimentazione di un supporto più efficace e intensivo nelle ricerche di impiego svolte dai disoccupati nell’ambito delle misure attive esistenti. In particolare, è prevista un’ottimizzazione e un’intensificazione degli attuali corsi sulle tecniche di ricerca di impiego (TRIS). 

 

La conferenza stampa è stata anche l’occasione per ampliare lo sguardo al contesto federale. Il DFE si è attivato, in collaborazione con la deputazione ticinese alle Camere federali, per ottenere dalla Confederazione il riavvio di alcune misure accompagnatorie bloccate dal Consiglio federale lo scorso 1. aprile, in particolare l’introduzione di condizioni semplificate per la proroga di un contratto normale di lavoro (CNL).  

Non va dimenticato, nell’ambito della concretizzazione del voto del 9 febbraio, il mandato conferito all’istituto del professor Ambühl per sviluppare una clausola di salvaguardia incentrata sull’impatto della libera circolazione sul mercato del lavoro. La proposta ticinese sta riscontrando un certo interesse oltralpe che andrà sfruttato al meglio in vista del dibattito federale. 

Per quanto concerne invece l’implementazione dell’iniziativa cantonale «Salviamo il lavoro in Ticino», accettata dal popolo ticinese lo scorso 14 giugno, il DFE si è adoperato già da quest’estate coinvolgendo da subito le parti sociali e gli stessi iniziativisti nel gruppo di lavoro incaricato di trovare una soluzione attuabile e il più possibile condivisa.

 

Scarica il PDF dello studio autonomo e indipendente del Professor Dr. Baranzini e colleghi: "Oltre metà guado – Politica di sviluppo economico, 2016-20 – Situazioni, prospettive, ipotersi d'azione"